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Evitare i rifiuti
Alcuni consigli per evitare l'accumularsi dei rifiuti:
Prima di acquistare un prodotto, conviene soffermarsi a riflettere se di
quel prodotto abbiamo effettivamente bisogno.
Il "bisogno", beninteso, non riguarda solo l'uso pratico di un
articolo, ma anche il risvolto psicologico che ne deriva e che spesso
costituisce un elemento di effettiva utilità. Anche di questo aspetto
occorre dunque tener conto. Va da sé che non è il caso di acquistare i
prodotti meno ecocompatibili quando esistono altre alternative valide.
Al momento dell'acquisto conviene inoltre badare alla qualità del
prodotto, alla sua durata nel tempo e alla possibilità di farlo riparare,
qualora si dovesse verificare qualche guasto. Infatti, anche questi aspetti
aiutano ad evitare di creare una montagna di rifiuti.
Inoltre è opportuno tener conto anche dell'imballaggio del prodotto al
momento della scelta. I più ecologici di tutti sono i contenitori che
possono essere riutilizzati direttamente, seguiti da quelli che sono
utilmente riciclabili. Conviene invece evitare le lattine di alluminio, le
schiume sintetiche, i materiali compositi e altri tipi di imballaggio
altrettanto problematici dal punto di vista del loro smaltimento, anche se
recuperati. In alcuni casi - come per la frutta e la verdura -
l'imballaggio è addirittura superfluo. Già che parliamo di imballaggi:
per fare la spesa conviene utilizzare un cestino invece delle buste di
carta o delle sporte di plastica.
Se poi siamo in grado di vivere felici anche senza la quotidiana ondata
cartacea di materiale pubblicitario, è meglio segnalarlo mettendo un
avviso sulla porta.
Un'ultima raccomandazione: se si fa uso di apparecchi a batteria, è sempre
più ecologico dare la preferenza a batterie ricaricabili.
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Chi la vuole
bianca... e chi la vuole intelligente!
Quasi l'intero fabbisogno di carta di un ufficio potrebbe essere
coperto con i prodotti in carta riciclata. Solo eccezionalmente si dovrebbe
usare carta "nuova", badando comunque a dare la preferenza ai
prodotti sbiancati senza cloro. La "carta ecologica" è ormai da
tempo una realtà ben conosciuta, anche se la maggior parte della
amministrazioni sia pubbliche che private non si è ancora convertita
all'utilizzo di questo versatile prodotto.
La stessa carta bianca, ottenuta da fibra di cellulosa ma sbiancata senza
l'utilizzo del cloro, non ha an-cora conosciuto un'ampia diffusione,
sebbene alla vista ed al tatto non si percepisca alcuna differenza rispetto
alle carte tradizionali. Sembra che né il consumatore né l'utilizzatore
professionale abbiano grande chiarezza sulle peculiarità dei vari tipi di
carta. Cerchiamo allora di fissare alcuni punti fermi:
Carta
"nuova" sbiancata al cloro
fino ad alcuni anni fa l'unico tipo di carta disponibile sul
mercato. La sua produzione è legata ad un ingente utilizzo di acqua ed
energia, ed il processo di sbiancamento porta ad inquinare gravemente
l'acqua che, uscita dalle fabbriche, ritorna ad immettersi nei fiumi e nei
laghi. La materia prima è il legno, risorsa naturale certo non illimitata,
come dimostrano le difficoltà che già si incontrano sul mercato della
cellulosa.
L' abbattimento degli alberi provoca fenomeni di erosione che soprattutto
nei Paesi nordici, in Canada e nell'ex Unione Sovietica hanno raggiunto
dimensioni preoccupanti. Anche i Paesi tropicali non ne restano indenni.
Carta
"nuova" sbiancata senza cloro
presenta lo stesso consumo di acqua ed energia necessario alla
produzione della carta sbiancata con il cloro, ma con la differenza che il
processo di sbiancamento avviene con preparati a base di ossigeno. Le acque
di scarico presentano così un inquinamento decisamente inferiore.
Rimane comunque consigliabile solo nei casi in cui sia proprio impossibile
utilizzare carte ricavate da fibre riciclate (ad es. nella stampa
fotografica).
Carta riciclata
(100% fibre di recupero)
La materia prima non è il legno (cellulosa), ma la carta da macero
ottenuta attraverso la raccolta differenziata. Dal momento che il
consumatore medio italiano non collabora però con tanto entusiasmo alla
raccolta differenziata dei rifiuti, il nostro Paese importa enormi quantità
di carta da macero da quei Paesi (ad es. USA) che evidentemente godono di
consumatori più "diligenti" sotto questo punto di vista. Una
raccolta non proprio ordinata porta allora alla presenza di carta mescolata
ad impurità o sporcizie, rendendo necessario uno sbiancamento - c.d.
deinking - a base di composti chimici (senza cloro) per ottenere una
tonalità sufficientemente chiara.
Un piccolo confronto: per normale carta riciclata si utilizzano per ogni
tonnellata di prodotto da 7 a 15 Kg di composti chimici a base di ossigeno,
contro i 250 Kg necessari per la carta non riciclata.
Carta riciclata
"originale" o "ecologica"
Viene ottenuta al 100% da fibre di recupero e non subisce alcun
processo nè di decolorazione (deinking) nè di sbiancamento. Il modesto
consumo di materie prime, di energia, di acqua e di prodotti chimici fa di
questo prodotto l'alternativa certamente più ecologica. Solo questa può
essere definita "carta ecologica".
Chi allora ritiene che:
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-
consumare meno energia
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consumare meno acqua,
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inquinare meno fiumi e laghi,
-
-
abbattere la montagna dei rifiuti,
-
-
risparmiare il patrimonio boschivo,
siano punti da considerare nei propri acquisti di prodotti cartari,
trova nella carta riciclata (soprattutto in quella "originale")
un'alternativa veramente intelligente.
Se il privato consumatore può orientarsi verso queste alternative,
l'utilizzatore pubblico (Stato, Comuni, Enti Pubblici, scuole,...) deve
dare la preferenza a questi prodotti, come prescrive la Legge N. 283 del 5
giugno 1985.
Ma...
si continuano a sentire le affermazioni più disparate in merito
all'utilizzo di carta riciclata:
non è igienica?
nel corso della produzione, la carta da macero viene portata a
temperature superiori ai 150°. Nessun microorganismo sopravvive a tali
temperature.
è costosa?
Dalle nostre indagini risulta che si può trovare una buona carta
riciclata risparmiando fino al 20% rispetto alla carta "bianca".
Senza considerare che la produzione della carta normale comporta costi (in
termini di inquinamento e peggioramento della qualità di vita) che non
vanno ad aggravare i listini prezzi, ma pesano sulla collettività e quindi
anche... su noi stessi!
è
qualitativamente inferiore?
Il Ministero dell'ambiente della Germania ha potuto constatare già
nel 1983, sulla base di analisi condotte dall'Istituto federale per lo
studio dei materiali, come la carta riciclata sia adatta a quasi tutti i
campi di applicazione.
Diversi enti e società hanno nel frattempo modificato i propri
acquisti di carta puntando sul prodotto riciclato ed ottenendo risultati di
tutto rispetto: fra questi in Germania le Poste, nonché all'incirca il 90%
degli uffici pubblici, e in campo privato grosse società come Siemens,
Oetker, Quelle e Ford.
L'amministrazione finanziaria del Land Nordrhein-Westfalen ha presentato
qualche tempo fa un rapporto delle esperienze acquisite in tema di carta
riciclata, impiegata in tutti i normali lavori di ufficio, dalla carta
intestata alla stampa laser, dalle fotocopie alle dichiarazioni dei
redditi. I risultati presentati sono ottimi: non solo si è avuta conferma
degli aspetti qualitativi, ma anche di quelli economici, con un risparmio
di 650mila marchi nelle fase di acquisto, 500mila marchi risparmiati sotto
forma di costi stimati per lo smaltimento della carta da macero, 7 milioni
di KW/h di energia ed un'infinità di acqua che si sarebbero sprecati per
la produzione della carta normale.
L'ultima novità in tema di carta è senz'altro la produzione ottenuta dal
mais e dalle alghe, dove non si dovrebbe porre il problema di utilizzo di
risorse naturali divenute scarse.
Ancora una considerazione generale: come per tutti i prodotti che
acquistiamo dovremmo considerarne l'origine, la fase di utilizzazione e
quella dello smal-timento finale: nel caso della carta risulta così
assurdo utilizzare una carta, per quanto buona essa sia, che per arrivare
al mio tavolo percorre una lun-ghissima strada, ad esempio trasportata su
camion dai Paesi nordici.
Se si decide di acquistare con consapevolezza, si può anche fare un
ulteriore passo adottando un proprio sistema per la raccolta della carta
usata, in casa e al lavoro, modificando ad esempio anche i contratti con le
imprese di pulizia.
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